VOCE

L’ultimo soffio di fiato darà la voce a quella che è l’unica cosa più viva di me

Voglio che viva a cent’anni da me

Perché in giro mi chiedon di te

E mi chiedo di te anch’io

– Madame, “VOCE” (Festival di Sanremo 2021)

Hey There! Ho iniziato con questa citazione perché la rapper Madame ha solo 19 anni eppure esprime, a mio avviso, una maturità e capacità di critica incredibili. Oltre ciò, mi rispecchio vivamente nei versi della sua canzone perché anch’io a volte mi perdo per strada, perdo dei passaggi, perdo la mia voce. Mi è capitato più volte in passato, da ragazzina.

Sapete, quando amici o insegnanti mettono paura e hanno lo scopo di frenare, semplicemente per affermare il proprio ruolo o quella finta superiorità che credono di avere – per età o per presa di posizione.

Io non ho mai creduto che bisognasse gridare per far valere la propria opinione, per essere ascoltata, e voi? Eppure anche questo mi è capitato, di dover alzare i toni, quando certe persone non hanno lasciato che finissi un concetto e stavano già sovrapponendo la propria voce alla mia. Perché non tutti sono disposti all’ascolto, alcuni sentono solo se stessi – e anche qui comunque la voce è fondamentale, perché trasmette sicurezza e certezza di sé. È un lato importante di una persona, si capisce molto del suo carattere in base a come sceglie di usarla.

Per carità, si può non avere voglia a momenti di ascoltare gli altri… Capita a chiunque. Ma non ascoltare altro che la propria voce credo che a tratti possa diventare anche stressante! O sbaglio? Chiedo ai più narcisisti di illuminarmi. Poi ci sono quelli che invece non parlano mai, perché non reputano abbastanza importanti i propri pensieri / opinioni / idee. Quelli che non ascoltano abbastanza la propria voce interiore (e qui calza a pennello la canzone di Madame, che consiglio a tutti di andare ad ascoltare).

Io la mia l’ho trovata per caso, quando ho iniziato a cantare e qualcuno mi ha detto che ero intonata. Cantare mi è sempre piaciuto, lo facevo senza neanche accorgermene. Parlare era più difficile. Non che non ne avessi voglia, anzi, ho sempre avuto una bella parlantina già da quando avevo due-tre anni e per fortuna sono cresciuta con due genitori che mi ripetevano che la mia opinione conta, che è lecito dire ciò che penso. Ma al di fuori di quel clima familiare ci sono sempre mille altre persone con pensieri del tutto opposti e pronti a rimescolare le carte.

Di sicuro ogni esperienza fa crescere.

C’è differenza però secondo me tra la voce con cui cantiamo e la voce dei nostri pensieri: la prima è istintiva, dà vita e forma ai moti dell’animo; la seconda è il riflesso di ciò che siamo.

Quando parliamo che voce usiamo? A volte siamo animati dall’istinto, altre volte siamo frenati dai nostri stessi pensieri. Per la paura di fare brutta figura, di non essere all’altezza dell’argomento? Certo, meglio essere informati prima di parlare a sproposito, senza dubbio. Ma mai nessuno dovrebbe farci sentire stupidi o inadeguati. Nessuno nasce sapendo già tutto, i ruoli li stabiliamo da soli e ce li costruiamo nel tempo. Le parole fanno parte della cultura e la cultura è fatta di studio e voglia di conoscenza.

E allora con gli anni ho imparato che in generale è meglio fregarsene dei giudizi delle persone, di chi punta il dito senza conoscere. Ho imparato che conoscere e battersi per le proprie idee è fondamentale, è ciò che mi ha dato la spinta per scrivere canzoni o anche aprire questo blog. Credere nella propria creatività equivale a vivere, spegnersi per chi non ci crede abbastanza è sopravvivere.

Alza la voce, tutte le volte che lo ritieni necessario

Credo che avere un buon equilibrio, tra parola e ascolto, sia indispensabile per capire se stessi e gli altri. Per imparare cose nuove e per trasmetterne altrettante. Per far conoscere quei temi che riteniamo più difficili da trattare, per abbattere dei tabù. Per credere in noi stessi e avere quel minimo di autostima che può fare la differenza.

Voi per cosa volete fare la differenza? Per cosa vi battete? Cosa sognate la notte e fate fatica a dimenticare quando aprite gli occhi?

Avere una voce è come avere un super potere in fondo, è uno strumento unico e forte. Non usarlo è uno spreco, usarlo male è anche peggio. Ma essere eloquenti usando i toni giusti, scegliere accuratamente le parole da dire e da non dire… beh un lavoraccio, che vale la pena di provare a fare!

Io ci provo ogni giorno, a volte con e a volte senza successo. Ho tanti difetti ma se c’è una cosa che mi è chiara è che, nel bene e nel male, le parole hanno un peso. Ed è dalla libertà di dire cose sbagliate che spesso nascono tante cose giuste.

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