Giochiamo all’Impiccato…

Hey there! Ho scelto una parola strana come titolo del mio prossimo brano. Una parola che è un attacco ed ha un significato duro, chiaro, diretto. Una parola che urla rabbia, rancore ma anche un minimo di indecisione.

Una parola che alcuni non conoscono e che altri invece conoscono fin troppo bene… Perché, volenti o nolenti, sono abituati ad incarnarne l’essenza a discapito di chi hanno intorno.

Se vi dico che inizia per “I” e finisce per “E, riuscite ad indovinare? Siete mai stati bravi al gioco dell’impiccato?

Ecco l’aiuto:

I — — — — — — — — E

Me today

È una parola che ha anche a che fare, a livello di senso, con la fiducia: immaginate una persona che vi ha fatto del male, ma in fondo siete stati voi ad averglielo permesso. Come vi siete sentiti? Che termine usereste ora per descrivere quella persona? Una persona che a proprio piacimento ha sempre deciso quando comparire e quando scomparire… Che ha dato e tolto, detto verità e bugie.

Basta, ché ho gia detto troppo. E forse dipende dal fatto che questa canzone me la sono tenuta dentro per tanto tempo, l’ho scritta più di un anno fa quando non riuscivo più a trattenerla ma non ero ancora pronta a renderla pubblica.

Adesso lo sono e so cosa sto facendo. So cosa voglio dire, a chi, come comunicarlo. E spero possa servire anche a qualcuno di voi… Ad urlare forte e chiaro come vi sentite.

Ecco il link per il PRE-SAVE:

https://bfan.link/incostante

SOUP – Apro un blog di cucina?

Hey There!

Sono giorni strani, paranormali. Giorni che parlano di mancanze, di desideri, di abbracci virtuali, di sogni segreti. Giorni che parlano di me, di noi. Ci sono giorni da rifare e giorni da cancellare e altri giorni che invece passano senza lasciare traccia.
L’ho detto, sono giorni strani. Ma la vita mica è fatta solo di cose sensate, giusto?

Per me vale la pena vivere tutto, vivere sempre e non semplicemente “sopravvivere” in attesa di qualcosa di migliore. Non credete che anche le giornate più spente servano a cercare un po’ di luce?

Che per fare una zuppa quanti ingredienti servono? Io ci metto dentro un po’ di tutto e viene buonissima… no no, non voglio dedicarmi ad un blog di cucina (anche se, davvero, la mia zuppa è famosa per essere sensazionale). Vi assicuro che quello che sto cercando di dire segue un filo logico: la vita è un po’ come un’enorme zuppa.

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Questa mia teoria l’ho appurata nel tempo, cercando di accettare che non tutti gli ingredienti che mettiamo nel pentolone dipendono da noi. Per esempio, io ci metto sempre di base la cipolla ma a un certo punto magari arriva qualcuno che aggiunge troppo pepe oppure il rosmarino. Ingredienti che lì per lì ci sembrano superflui o che non ci piacciono e che, alla fine, rendono il piatto diverso da come lo avevamo immaginato. Come reagiamo è soggettivo, come il gusto che preferiamo. Poi si può cercare nel frattempo di “bilanciare” e riprendere il piatto aggiungendo qualche verdura di nostro gradimento e qualche altra spezia, ma non è detto che il risultato ci soddisfi come quando la zuppa la prepariamo per i fatti nostri, senza che nessun altro ci metta le mani. Quindi non è detto che tutte le giornate vadano come abbiamo pensato la mattina, appena svegli, al sicuro nella nostra stanza.

Ecco, la vita è così: una percentuale di nostre scelte e per il resto casualità / fato / destino / persone giuste / persone sbagliate / incontri dannosi e occasioni varie sfruttate o sprecate. Quando si parla dei treni persi, io ci credo, non è mica uno scherzo. Però credo anche che ci siano più treni, in più momenti della vita, e momenti in cui non deve passarne nessuno perché dobbiamo passivamente crescere e imparare qualcosa.

Troppa teoria? Eh… dal 2020 fin qui purtroppo è andata così: molta teoria e poca pratica. Ma spero sia servito a tanti, com’è servito a me, a capire di più e a riflettere come non si poteva fare quando avevamo vite frenetiche e piene di impegni. Che per carità, gli impegni danno origine alle esperienze e le esperienze sono anche quelle ingredienti della zuppa. Ma la zuppa inizialmente è fatta anche di acqua: neutra, insapore, incolore… che però poi pian piano si trasforma in brodo. Dipende tutto da cosa vogliamo ottenere e da che piatto abbiamo in mente di preparare. A volte anche gli stop servono.

Con questa riflessione spero di avervi lasciato qualcosa e di non essere quell’ospite che aggiunge alla vostra zuppa un ingrediente che non vi piace, ma piuttosto quell’ospite inatteso e imprevisto che però porta una buona bottiglia di vino che si accompagna perfettamente al piatto che avevate immaginato.

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Detto questo, che ne pensate? Apro un blog di cucina e vi dico come faccio la mia famosissima e gustosissima zuppa??