Capo Vs Vice

Hey There!

Se nella vita ci sono due categorie di persone, sono sicuramente “chi prende decisioni” e “chi non le prende”. Può sembrare facile, scegliere o non scegliere, ma in realtà secondo me equivale alla stessa differenza che c’è tra vivere e restare a guardare.

Se della tua vita sei il comandante, non te ne pentirai mai perché avrai comunque dettato tu la rotta. Non dico che si possa decidere sempre per se stessi, perché a volte capita di avere altre persone attorno che decidono per noi – perché magari in quel momento si trovano in una posizione lavorativa più alta – oppure che addirittura dipendono da noi – perché occupano una posizione più bassa o perché semplicemente non si sentono in grado di occuparsene da soli e si affidano a qualcun altro che lo faccia. È sicuramente più comodo dire “fallo tu, mi fido” (che sottintende “mi AFFIDO”).

“Se sbagli poi è colpa tua, io ho solo fatto l’errore di fidarmi…”

È una linea di pensiero davvero facile, non prendersi responsabilità e “sopravvivere” comodamente dal proprio divano cedendo il telecomando a qualcun altro.

Ma alla fine della corsa, quando faremo i conti, quanto potremo essere soddisfatti per aver delegato ciò che invece potevamo fare da soli? Il problema è forse quando non ci sentiamo in grado di agire, quindi gioca un ruolo chiave l’autostima? Il cosiddetto Self confidence. Certamente la consapevolezza rende più coraggiosi, l’ho sperimentato spesso su me stessa.

E allora per questo siamo tutti divisi tra due categorie: chi decide perché se la sente, perché ha delle certezze, perché ripone fiducia in se stesso e si assume dei rischi, e chi non lo fa per paura di fallire, perché pensa che altri lo possano fare meglio, perché vuole volare basso o mantenere lo status quo delle cose che, in fondo, gli vanno bene così come sono.

Insomma: volete essere il capo o il vice?

Il capo ha ovvi pesi sulle spalle ma è più in alto di tutti, probabilmente guadagna più di tutti e si presuppone che abbia faticato più di tutti per arrivare fino a lì; il vice è il secondo più bravo, ha faticato “il giusto” e si è meritato la balconata principale ma senza tutte le responsabilità che ne conseguono, è “il braccio” del capo, anche se magari dentro di sé ha sviluppato nel tempo anche l’angoscia di non potersi trovare al primo posto pur avendo lottato tanto. Oppure è stato semplicemente più furbo.

Dipende dai punti di vista, pro e contro come in ogni aspetto della vita. Io chiedo a me stessa tutti i giorni: Tu cosa scegli?