VULNERABILE

Hey there, ho spesso un pensiero e mi ripeto che non è vero. Non è vero che essere vulnerabili equivale ad essere deboli, anzi. Io quando sono vulnerabile mi sento anche coraggiosa, soprattutto se far vedere un lato vulnerabile significa anche essere sincera. Sincera con me stessa, con chi amo ma anche con chi mi conosce poco o mi vede per la prima volta.

Quelli che mi vedono per la prima volta di solito tendono a definirmi “forte” in base al mio modo di parlare, forse rassicurante, forse deciso, abbastanza dritto. Pochi giri di parole, io rifletto molto prima di parlare ma seguo tanto l’istinto. Amo essere diretta, chiara, incisiva. Chi mi vede forte lo vede solo perché mi so volere bene.

Ci ho messo un po’ a raggiungere questo status, non è stato facile combattere con me stessa e con la paura di non piacere agli altri. Che poi, mi sono detta, ci sarà sempre qualcuno a cui non piaci. Tanto vale essere come sei!

Alla fine, magari, il segreto è proprio essere vulnerabili… io se mi vedo così forte è perché so tremare. Non me ne vergogno, tutt’altro. Ho anche fatto di questo verso il tema principale di una mia canzone: “ARITMIA”.

Guarda ora il videoclip su YouTube: https://youtu.be/lgiiK71IMEA

Aritmia” parla di tutte quelle emozioni represse, spinte verso il basso, nascoste. Quelle emozioni che ci fanno battere il cuore a tremila. Quelle emozioni che ci definiscono per quello che siamo e che, proprio per questo, abbiamo paura di mostrare agli altri. Ma cosa c’è di più bello che essere se stessi? Non è questa la descrizione più precisa della Libertà? Essere e interpretare se stessi… la propria parte ogni giorno. È una dura lotta, lo riconosco. La vulnerabilità però è un primo passo.

Essere vulnerabili è una presa di coscienza, è coraggio, accettazione e amore. È un punto di partenza che diventa un punto di forza, pian piano, basta volerlo. Basta volersi.

Non dimenticate di seguire le vostre emozioni e di lasciargli vivere la vita che meritano

Essere positivi (ai tempi del Covid)

Hey There! Io mi trovo a Bologna in zona rossa e, potendo fare ben poco, ho preso l’abitudine di andare al parco tutte le mattine. Cammino, corro, respiro aria fresca.

Oggi al parco ho visto delle persone che sapevano di libertà. Alcune facevano jogging, altre passeggiavano con i bambini, sorridevano, si guardavano intorno. Alcune tenevano la mascherina come fosse un foulard, altre come una maschera per l’ossigeno. Alcune camminavano velocemente ma assaporando visibilmente il momento, altre si muovevano in modo più furtivo.

Potrei parlare del fischio allegro degli uccellini e del fruscio degli alberi, ma sembrerebbe una cosa scontata o banale. Perché spesso tendiamo a sottovalutare, io per prima, l’importanza e la bellezza della natura. Essere rimasta chiusa in casa per mesi, durante i vari lockdown nazionali, me lo ha fatto capire.

Stare a contatto con l’esterno può far stare bene, avere la libertà di muoversi senza paura fa bene, distaccarsi dalla tecnologia per qualche ora fa bene. Parto da casa con solo le chiavi, la mattina presto, lascio portafogli e cellulare. Sto fuori un’ora circa. Questa nuova routine mi ha fatta rinascere. Posso dire tranquillamente che lo sport mi ha salvata, più a livello mentale che fisico. Perché trovare delle cose da fare in casa è facile, alla lunga porta a un po’ di noia ma è facile, soprattutto se sfrutti il periodo per dedicarti ad hobbies e passioni. Ma la leggerezza di una passeggiata, a voi non cambia la giornata? Fa anche rima.

Parecchie volte mi sono chiesta, durante il 2020, come sarebbe stato tornare a rivedere tutto il cielo – ci ho anche scritto una canzone, Truman Show, (QUI PER ASCOLTARE E VEDERE IL VIDEOCLIP):

Foto tratta da “Truman Show”, di Luzeh

Rivedere tutto il cielo, stare abbracciati sotto al cielo… Quanto può essere bello? Dai, “sii positiva” mi sono detta. No… aspetta: positiva in che senso?? Ché bisogna stare attenti con le parole, di questi tempi. In tutti i sensi è diventato brutto dire di essere positivi: se lo dici in pubblico, la gente si spaventa; se lo pensi, pensi anche che al momento non c’è granché per cui essere felici. Puoi sostituire con “ottimista” che già suona meglio, rende l’idea e non fa paura. Ma a voler essere realisti si fa prima, pessimisti ancora più in fretta. Vero? Voi che parola scegliete per descrivere il vostro stato d’animo attuale?

Io ho trovato la mia parola preferita, l’ho sostituita a libertà per adesso ma conduce sempre lì: è la fiducia.

Ho fiducia che un giorno, si spera non molto lontano, potremo correre al parco senza sovrastrutture perché non saranno più necessarie. Ho fiducia che potremo riabbracciare parenti, amici e conoscenti senza ansie e che questo periodo diventerà un ricordo, una fase, una guerra silenziosa e maledetta che tuttavia ci avrà fatto riscoprire il valore della bellezza che ci circonda, di quanto significhi essere liberi di dare una stretta di mano, un bacio o una carezza. Ho fiducia. Voglio averla. Perché non accetto di pensare negativamente.

Nell’arco di un anno, tante cose sembravano impossibili eppure sono successe (ad esempio, avreste mai pensato di vivere una pandemia globale??)

Certamente abbiamo combattuto e sofferto, chi più chi meno, e certamente siamo stanchi adesso e abbiamo voglia di tornare alla normalità, di lavorare con serenità. Ma ci arriveremo, sarebbe stupido arrendersi quando manca solo qualche ultimo sforzo!

Io ho scelto la mia parola, la vostra qual è? Nel frattempo continuo a prendere tutta l’aria fresca mattutina che mi è possibile, mi dedico molto a me, alla casa, cucino, dormo, canto, scrivo, apro blog! Vi farò sapere cos’altro mi invento.

Foto tratta da “Truman Show” official videoclip, di Luzeh