INCOSTANTE

Le persone Incostanti sono ovunque. Appaiono, scompaiono, spesso “fanno giri immensi e poi ritornano”.

Le puoi trovare nella vita privata, in famiglia, in ambito lavorativo. Se sei una persona che dà il cento percento di se stessa, non saprai mai come affrontarle.

Perché semplicemente viaggiate su binari opposti: c’è chi mette al primo posto se stesso e chi prima sempre gli altri, chi si fa in quattro per aiutare e chi si volta dall’altra parte. Ognuno pensa di star facendo bene.

Le persone incostanti sono imprevedibili, affascinanti da un certo punto di vista proprio per questo motivo. Ma fanno male.

Io ci ho messo del tempo prima di liberarmene. È difficile, soprattutto quando devi decidere tra te stessa e loro.

Io spero sempre di scegliere me.

Intanto è uscito il mio nuovo singolo, vi va di ascoltarlo?

“INCOSTANTE”: https://open.spotify.com/track/1VNgZRb7wRmhbi8HStJOPJ?si=5VvwTXQxRbqQMSQnVRyv_w&context=spotify%3Aalbum%3A1CD0fRoZMIcYTKoiBpQLKO&dl_branch=1

Happy Bday a me

Tengo il conto degli anni solo per ricordarmi della strada fatta fin qui, di quanto sono diversa, me stessa, senza pentirmi di essere vera.

Tra un pianto e una risata ho fatto già 25 anni. Non mi reputo ancora soddisfatta e non ho ancora trovato ciò che stavo cercando… Spesso non mi sento all’altezza di me stessa, ma se chiudo gli occhi per un momento non posso che essere fiera delle mie battaglie e grata a chi in me ci crede e mi sta sempre vicino. Nonostante tutto.

Sarà che sono troppo convinta che la vita sia bella anche quando è faticosa, dolorosa, complicata.

Sarà che vivere la vita come voglio è il più bel regalo che potessi ricevere – dai miei genitori, da chi mi sostiene ogni giorno – e conquistare passo dopo passo.

Quindi, ancora se è ormai passata la mezzanotte, tanti tanti auguri a questa esuberante, caparbia, orgogliosa, emotiva, sognatrice, impulsiva, ma dolce Bambina…

🎂🎉✨

Capo Vs Vice

Hey There!

Se nella vita ci sono due categorie di persone, sono sicuramente “chi prende decisioni” e “chi non le prende”. Può sembrare facile, scegliere o non scegliere, ma in realtà secondo me equivale alla stessa differenza che c’è tra vivere e restare a guardare.

Se della tua vita sei il comandante, non te ne pentirai mai perché avrai comunque dettato tu la rotta. Non dico che si possa decidere sempre per se stessi, perché a volte capita di avere altre persone attorno che decidono per noi – perché magari in quel momento si trovano in una posizione lavorativa più alta – oppure che addirittura dipendono da noi – perché occupano una posizione più bassa o perché semplicemente non si sentono in grado di occuparsene da soli e si affidano a qualcun altro che lo faccia. È sicuramente più comodo dire “fallo tu, mi fido” (che sottintende “mi AFFIDO”).

“Se sbagli poi è colpa tua, io ho solo fatto l’errore di fidarmi…”

È una linea di pensiero davvero facile, non prendersi responsabilità e “sopravvivere” comodamente dal proprio divano cedendo il telecomando a qualcun altro.

Ma alla fine della corsa, quando faremo i conti, quanto potremo essere soddisfatti per aver delegato ciò che invece potevamo fare da soli? Il problema è forse quando non ci sentiamo in grado di agire, quindi gioca un ruolo chiave l’autostima? Il cosiddetto Self confidence. Certamente la consapevolezza rende più coraggiosi, l’ho sperimentato spesso su me stessa.

E allora per questo siamo tutti divisi tra due categorie: chi decide perché se la sente, perché ha delle certezze, perché ripone fiducia in se stesso e si assume dei rischi, e chi non lo fa per paura di fallire, perché pensa che altri lo possano fare meglio, perché vuole volare basso o mantenere lo status quo delle cose che, in fondo, gli vanno bene così come sono.

Insomma: volete essere il capo o il vice?

Il capo ha ovvi pesi sulle spalle ma è più in alto di tutti, probabilmente guadagna più di tutti e si presuppone che abbia faticato più di tutti per arrivare fino a lì; il vice è il secondo più bravo, ha faticato “il giusto” e si è meritato la balconata principale ma senza tutte le responsabilità che ne conseguono, è “il braccio” del capo, anche se magari dentro di sé ha sviluppato nel tempo anche l’angoscia di non potersi trovare al primo posto pur avendo lottato tanto. Oppure è stato semplicemente più furbo.

Dipende dai punti di vista, pro e contro come in ogni aspetto della vita. Io chiedo a me stessa tutti i giorni: Tu cosa scegli?

SOUP – Apro un blog di cucina?

Hey There!

Sono giorni strani, paranormali. Giorni che parlano di mancanze, di desideri, di abbracci virtuali, di sogni segreti. Giorni che parlano di me, di noi. Ci sono giorni da rifare e giorni da cancellare e altri giorni che invece passano senza lasciare traccia.
L’ho detto, sono giorni strani. Ma la vita mica è fatta solo di cose sensate, giusto?

Per me vale la pena vivere tutto, vivere sempre e non semplicemente “sopravvivere” in attesa di qualcosa di migliore. Non credete che anche le giornate più spente servano a cercare un po’ di luce?

Che per fare una zuppa quanti ingredienti servono? Io ci metto dentro un po’ di tutto e viene buonissima… no no, non voglio dedicarmi ad un blog di cucina (anche se, davvero, la mia zuppa è famosa per essere sensazionale). Vi assicuro che quello che sto cercando di dire segue un filo logico: la vita è un po’ come un’enorme zuppa.

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Questa mia teoria l’ho appurata nel tempo, cercando di accettare che non tutti gli ingredienti che mettiamo nel pentolone dipendono da noi. Per esempio, io ci metto sempre di base la cipolla ma a un certo punto magari arriva qualcuno che aggiunge troppo pepe oppure il rosmarino. Ingredienti che lì per lì ci sembrano superflui o che non ci piacciono e che, alla fine, rendono il piatto diverso da come lo avevamo immaginato. Come reagiamo è soggettivo, come il gusto che preferiamo. Poi si può cercare nel frattempo di “bilanciare” e riprendere il piatto aggiungendo qualche verdura di nostro gradimento e qualche altra spezia, ma non è detto che il risultato ci soddisfi come quando la zuppa la prepariamo per i fatti nostri, senza che nessun altro ci metta le mani. Quindi non è detto che tutte le giornate vadano come abbiamo pensato la mattina, appena svegli, al sicuro nella nostra stanza.

Ecco, la vita è così: una percentuale di nostre scelte e per il resto casualità / fato / destino / persone giuste / persone sbagliate / incontri dannosi e occasioni varie sfruttate o sprecate. Quando si parla dei treni persi, io ci credo, non è mica uno scherzo. Però credo anche che ci siano più treni, in più momenti della vita, e momenti in cui non deve passarne nessuno perché dobbiamo passivamente crescere e imparare qualcosa.

Troppa teoria? Eh… dal 2020 fin qui purtroppo è andata così: molta teoria e poca pratica. Ma spero sia servito a tanti, com’è servito a me, a capire di più e a riflettere come non si poteva fare quando avevamo vite frenetiche e piene di impegni. Che per carità, gli impegni danno origine alle esperienze e le esperienze sono anche quelle ingredienti della zuppa. Ma la zuppa inizialmente è fatta anche di acqua: neutra, insapore, incolore… che però poi pian piano si trasforma in brodo. Dipende tutto da cosa vogliamo ottenere e da che piatto abbiamo in mente di preparare. A volte anche gli stop servono.

Con questa riflessione spero di avervi lasciato qualcosa e di non essere quell’ospite che aggiunge alla vostra zuppa un ingrediente che non vi piace, ma piuttosto quell’ospite inatteso e imprevisto che però porta una buona bottiglia di vino che si accompagna perfettamente al piatto che avevate immaginato.

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Detto questo, che ne pensate? Apro un blog di cucina e vi dico come faccio la mia famosissima e gustosissima zuppa??